Una grande avventura

CONCORDIA - Psicologia infantile: cosa spinge i bambini a cercare avventure?  | CONCORDIA

Da quando è andato online il nuovo sito di Bimbi Felici, sono stata incoraggiata più e più volte a scrivere il blog della pagina.

Per mille motivi non trovavo il là, in realtà mi sembrava asettico scrivere solo dei prodotti che commercializzo, non capite male, dietro a quello che vedete sugli scaffali c’è una lunghissima ricerca certosina, perché prima di tutto Bimbi Felici è stato creato da una mamma per le mamme. Quindi è vero che i bambini crescono, ma non vedo il motivo di immettere sul mercato oggetti o vestititi che a me per prima non piacciono e che poi se non sono di buona qualità si rompono o creano irritazioni sulla pelle dei nostri bambini. 

Ma veniamo a noi, questa mattina navigavo su FB guardando lo scempio lasciato dal post partita un po’ ovunque e ho cominciato a riflettere. 

Riflettevo sul nostro Paese, moralmente ed economicamente letteralmente a terra, devastato dal Covid ma che ha avuto la bravura di unirsi in un abbraccio davanti agli schermi per esultare un campionato di calcio.

Devo essere onesta e sincera, a me il calcio non piace, ieri ho seguito la partita alla radio in autostrada mentre tornavo a Verona, poi ho visto i rigori seduta sul divano di casa mia, dopo aver fatto un giro per il centro quasi deserto della città. Ho realizzato anche quest’anno che la città è vuota, che manca il turista ma anche il veronese. Ed è vero che ieri c’era la partita ma non giustifica una Piazza Bra semi deserta, o una Piazza San Zeno completamente deserta. A mio avviso i bar di queste piazze avrebbero dovuto essere gremite di gente. Ho cercato di capirlo  e seguirlo  questo sport per poter venire incontro alle passioni di mio figlio, così da non essere proprio del tutto ignorante durante i suoi lunghi monologhi, ma mi sono domandata come si può essere così felici di aver vinto ai rigori. 

Ho chiesto a mio figlio se non fosse stato meglio vincere  giocando nei 90 e più minuti dedicati alla partita, come potesse essere così felice di una vittoria dove avevano il 50% di possibilità di vincere o perdere, un po’ come tirare a sorte con una monetina.

E lui da bambino intelligente mi ha detto ‘Mamma, sai hai ragione, sarebbe stata più bella una vittoria giocata durante la partita ma i giocatori dell’Italia si sono impegnati tanto a fare goal durante la partita senza riuscirci!’

Allora, se agli occhi di un bambino di 10 anni i giocatori si sono impegnati tanto, noi, da tifosi, perché non siamo capaci di impegnarci a festeggiare un bel traguardo in maniera civile e rispettosa. Questa mattina il Sindaco di Verona ha pubblicato le foto dei festeggiamenti di ieri e il lavoro extra che l’Amia ha dovuto fare per rendere nuovamente linde e pulite le nostre strade. Qualcuno di voi, mi additerà dicendo che paghiamo le tasse e che quel servizio è un nostro diritto, giustissimo, ma questo non vuol dire che possiamo permetterci di dimenticare l’educazione e la civilizzazione. 

Mi sono vergognata  da Italiana dei comportamenti che i tifosi hanno avuto lasciando dietro di essi dopo i festeggiamenti, così come mi domando come i giocatori inglesi e poi i loro tifosi non siano stati capaci di accettare una sconfitta.

Violenza, indifferenza, menefreghismo, maleducazione e sfregio, questo è quello che da molto tempo noto nel comportamento umano. 

Perché? Cosa vogliamo dimostrare? Vince solo il maleducato e il bullo? 

Facciamo tanto per lasciare un mondo migliore alle nuove generazioni, ma se non saremo in grado di dare una civiltà migliore fatta di rispetto, amore, comprensione , aiuto ed educazione a cosa servirà? 

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